La realtà che si realizza nella magia,la realtà in cui gli animi sensibili vorrebbero vivere,fatta di favole e di esperienze del subconscio.
La realtà che solo chi resta bambino può percepire.
Immaginazione e sogno,paesaggi onirici presenti forse solo nella mente o nel cuore.
la speranza di un futuro in cui la luce illumini le gravi verità nascoste nel buio,per codificarle,analizzarle e affrontarle.
il ricordo del glorioso passato che non ha contorni
la fantasia di un presente soffocante da cui evadere.
I vortici creati dalle pennellate veloci come la frenesia dell’uomo moderno.
Esasperati siamo tutti noi nel purgatorio terreno,in un’attesa estenuante e distruttiva della salvezza.
Scontiamo le nostre pene,lottiamo contro il nostro essere limitato e umano per raggiungere una dimensione atemporale e aspaziale,infinita che appartiene all’intimo di ognuno di noi.
Nel purgatorio terreno che come bidone ci contiene,lottiamo ogni istante l’uno contro l’altro secondo la legge darwiniana. Con le unghie e i denti strappiamo all’altro ciò che è utile a noi stessi. Egoismo,arrivismo e ignoranza sono le prerogative di questa società-bidone.
La vittoria è del forte che ,investendo la propria forza per un fine egoistico,schiaccia il debole costringendolo al soffocamento all’interno del bidone.
Specchio della nostra attuale condizione umana è l’immagine che l’artista Stelvio Gambardella propone :
Un groviglio di anime,di cadaveri che abitano la terra,spenti e disillusi,vittime inconsapevoli di un meccanismo umano infimo e perverso.
Tinte e forme che richiamano il tema della morte,del Purgatorio e della sofferenza infinita.
Simmetria e armonia classica si uniscono a ricchezza barocca,un mix formale e tematico innovativo che scaturisce in maniera evidente dalla spiritualità dell’anima artistica.
Annarosa Abagnale
Esplicito elogio alla dea Musica. L’artista espone il suo tentativo di unione delle arti,dei sensi.
La visione induce all’ascolto della melodia riportata sulla tela.
La musica che origina dal flauto come una magia,irrompe sulla scena con una vivacità e, con un’impetuosità quasi romantica,si diffonde nel paesaggio come infettiva,investendo ogni angolo con una diversa intensità.
L’opera presenta il tentativo di unire materia e colore in un taglio plastico che va al di fuori della cornice quasi a rappresentare il legame profondo con la realtà diffondendo nell’aria un suono che la sensibilità dello spettatore può percepire.
La cura dei dettagli decorativi è un tratto distintivo della tecnica personale dell’artista impegnato nello studio e nella ricerca minuziosa del particolare.
Annarosa Abagnale
Il bidone in croce,l’emblema dell’odierna società di chi si presta ad essere bidonato e di chi invece a bidonare.
Crocifisso,come un dio,rappresenta l’oscurità della perversione e del caos umano insieme alla frenesia attuale.
Abbiamo crocifisso la nostra natura,deturpandola. Abbiamo distrutto e nascosto nel buio le verità che illuminavano la mente e i sentimenti più “puliti”
Spazzatura è quello che vediamo e che di notte si nasconde.
Spazzatura è quello che presto diventeremo o forse già siamo.
Annarosa Abagnale